Biografia del relatore
Marco Guastavigna (1952), membro della commissione di valutazione del software didattico dell'INDIRE, collaboratore della rivista "Insegnare", redattore di www.pavonerisorse.to.it/, attualmente insegnante di materie letterarie nella scuola secondaria superiore dopo esperienze di distacco e di ricerca presso il Cidi di Torino e l'IRRSAE Piemonte, si occupa da molti anni dell'impiego delle tecnologie dell'informazione e comunicazione nella didattica, tematica su cui ha realizzato numerose pubblicazioni a stampa e digitali, di cui tiene traccia, accanto alle partecipazioni come relatore a convegni e seminari e alle docenze in corsi di formazione rivolti ad insegnanti di ogni ordine di scuola, in www.noiosito.it/.
Abstract
L'Indire, Istituto
Nazionale di Documentazione per l'Innovazione e la Ricerca
Educativa, nasce con il Dlgs n. 258/1999, che stabilisce la
trasformazione della BDP (Biblioteca di Documentazione Pedagogica)
in ente nazionale di ricerca e di documentazione in ambito
educativo. Tra le sue attività vi è un progetto di
certificazione del software didattico, che ha avuto inizio nel 2001
sulla base della considerazione che molti strumenti digitali
possono offrire un valido apporto alle azioni formative, ma sono
anche un prodotto difficile da "vedere" e da provare. L'attività vuole quindi aiutare gli insegnanti e
le scuole a valutare e scegliere, tra le tante proposte
esistenti, i prodotti di sicura qualità, che meglio si adattano
alle specifiche esigenze delle varie situazioni. Inizialmente il progetto si è rivolto in particolare
agli editori di software commerciale, a cui è stato proposto di
sottoporre i loro prodotti alla valutazione": i criteri sono
esposti sul WEB in una griglia
(http://www.indire.it/software/griglia.htm),
elaborata da esperti
facenti capo alle Facoltà di Scienze della Formazione delle
Università di Bologna e di Firenze (http://www.indire.it/software/esperti.htm).
Ciascun prodotto viene esaminato, in
maniera incrociata e indipendente, da due esperti e almeno due
scuole, che lo utilizzano nelle attività didattiche e lo valutano
con una scheda
redatta dagli insegnanti ed un'altra
compilata dagli alunni. I software che ottengono una
valutazione positiva vengono recensiti sul sito dell'INDIRE in una
scheda, che riporta i giudizi degli esperti e del gruppo di test
(http://www.indire.it/software/).
Ai prodotti valutati positivamente viene inoltre rilasciato, dietro
autorizzazione dell'INDIRE, un "bollino di qualità", di cui
l'editore potrà liberamente disporre. Nel momento in cui scriviamo
queste note l'elenco contiene 230 software. Fin da subito sono stati segnalati per la valutazione
anche prodotti di tipo freeware e nel 2004 la commissione di
valutazione ha poi deciso di estendere il proprio lavoro anche al
software opensource, nella convinzione che fosse importante far
crescere l'informazione consapevole su questa tematica. Attualmente
sono quindi presenti nell'elenco anche alcuni software di questo
tipo, per esempio Tuxpaint, GNU TexMacs, Kig. Il nostro auspicio è che il numero di prodotti
opensource segnalati -e quindi valutabili e recensibili- aumenti in
modo rilevante: per questa ragione riteniamo importante che chi
sviluppa e cura questo tipo di software sia messo a conoscenza
della nostra attività. I
criteri di valutazione che in questi anni si sono rivelati
essere non solo importanti, ma spesso addirittura "dirimenti"
rispetto alla possibilità di assegnare la certificazione di
qualità, sono stati i seguenti:- autentica significatività sul piano didattico: il
software deve arricchire i processi di apprendimento, non esserne
oggetto sovraccaricandoli ulteriormente;- usabilità: il software deve essere il più
possibile intuitivo ed immediato, senza richiedere un tempo troppo
elevato per comprenderne il funzionamento. Siamo pertanto convinti che la nostra attività possa
avere anche un'altra valenza, oltre a quella di accrescere nelle
scuole la consapevolezza delle potenzialità dell'opensource:
pensiamo infatti che sia possibile contribuire ad innescare una
sorta di "circolo virtuoso" tra utenti e
sviluppatori e curatori dei diversi programmi, in modo
che essi possano tenere conto delle opinioni delle scuole e degli
esperti per migliorare il loro lavoro e renderlo sempre più
proficuo rispetto alle finalità educative.A titolo esemplificativo di cosa intendiamo per
"circolo virtuoso", riportiamo parte della scheda di valutazione di
un prodotto molto interessante per i bambini, il già citato Tux
Paint, dove è richiamata anche l'importanza delle distribuzioni
live di Linux, molto utili a che nelle scuole si possa sperimentare
l'opensource senza complicazioni e senza dover rinunciare a quanto
già si possiede, sul piano economico ma anche cognitivo, di
rappresentazione mentale delle pratiche tecnologiche necessarie
alla conduzione di un PC:
'Il mio primo giudizio, formulato a luglio 2004, era questo: "Il
programma (opensource) è intuitivo, simpatico e divertente. Può
essere utilizzato sia per attività grafico-espressive sia come
approccio all'interfaccia del computer, anche nella scuola
dell'infanzia. Vanno migliorate le istruzioni di installazione del
modulo dei "Timbri" nella versione Windows, perché non
corrispondono al contenuto effettivo del file. Non convincono
(Windows e Linux), le attuali dimensioni della finestra del
programma (che non copre lo sfondo nelle risoluzioni più frequenti
dello schermo) e soprattutto quelle dello strumento gomma, troppo
grande per consentire una cancellazione "di fino" dei disegni già
tracciati: mi pare utile che gli sviluppatori perfezionino al più
presto tale funzione."Bene: prendo atto con molto piacere che, certo grazie anche e
soprattutto alle osservazioni raccolte dagli utenti e dalle liste
di discussione dedicate al programma, come è tradizione nel mondo
opensource, la versione 0.9.14, rilasciata ad ottobre 2004, risolve
tutti i problemi a suo tempo da me sottolineati.
Segnalo infine che le versioni Linux del programma sono contenute
nelle distribuzioni live per la didattica So.di.linux dell'ITD del
CNR di Genova ed eduKnoppix, e sono quindi sperimentabili senza
necessità di installarlo.'